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ICSA - Interventi Conservativi Storico Artistici

2007-2008 Cappella Gentilizia a Limbiate

2007-2008-cappella-gentilizia-a-limbiateIntervento di restauro delle superfici interne e degli arredi della Cappella Gentilizia - Ex Oratorio di San Francesco - a Limbiate (MB)

Committente: Provincia di Milano, Direzione Centrale Patrimonio e Servizi Generali – Settore Patrimonio e Ufficio Tecnico
Direzione Lavori: Ing. Daniele Pesco
Sorveglianza: Soprintendenza ai Beni Architettonici e il Paesaggio di Milano, Funzionari Ing. Italo Tavolaro e Restauratrice A. De Dominicis
Restauri a cura ICSA srl
Anno: 2007-2008

All'interno di ciò che rimane dell'antico complesso di Villa Pusterla è situato l'attuale Oratorio di San Francesco denominato Cappella Gentilizia.
All’origine l’Oratorio risultava diverso dall’attuale in quanto (descrizione della famiglia Carcano, anno 1719) veniva illustrato come edificio ancora annesso alla Villa e preceduto da un portico retto da pilastri, da cui si accedeva probabilmente all'interno dell'edificio con pavimentato in cotto e «dipinto all'antica».
L’Oratorio subisce una ristrutturazione tra il 1560 ed il 1564, su incarico di Giovanni Battista Arconti ed all'interno viene realizzato un nuovo altare dedicato a Santa Maria Assunta.
Fino alla metà del XVIII secolo l’oratorio probabilmente non subisce altre trasformazioni fino a quando,  per volere di Stefano Gaetano Crivelli, l'intero sito viene “riprogettato”dall’architetto Croce e l’Oratorio viene dedicato a San Francesco.
Notizie di un successivo intervento sugli apparati decorativi interni risale intorno agli anni settanta del XX secolo dove verremo probabilmente ridipinte le superfici interne con colorazione grigia e rosata sui pilastri, probabile bordeaux cupo sugli sfondati dei fronti interni, annullando la policromia precedente.

Il progetto su cui si è basato l’intervento comprendeva una serie di indagini condotte dal CNR del Politecnico di Milano attraverso la realizzazione di una campagna diagnostica delle superfici attraverso stratigrafie e analisi di laboratorio oltre ad una campagna di studio per la verifica dello stato di attività delle varie lesioni presenti con restituzione del quadro fessurativo presente.
Gli ambienti interni della Cappella presentavano diffusi fenomeni di degrado causati principalmente dalla forte presenza di umidità, sia per capillarità dal terreno che per l’alto contenuto di umidità relativa nell’aria con conseguente condensazione su tutte le superfici.
Un altro fenomeno che ha portato al degrado è quello dello stato di non fruizione della struttura.
L’intervento realizzato prevedeva il restauro conservativo di tutto l’apparato decorativo interno dell’Oratorio dove erano presenti molteplici tipologie di materiali dalle superfici a stucco policromo delle pareti e delle volte, agli affreschi parietali - un affresco raffigurante cherubini al centro della volta a cupola e due tondi alle pareti raffiguranti l’uno i Santi Francesco d’Assisi e Carlo Borromeo in adorazione dinnanzi al Presepio e l’altro Il Giudizio e la condanna di Santo Stefano Martire-, i marmi dell’altare, elementi in ferro battuto policromo e dorato, agli arredi lignei dei divisori e delle nicchie, alle statue lignee in esse contenute.
Il restauro è stato condotto allo scopo di conservare le superfici e le opere presenti all’interno della Cappella, sia dal punto di vista materico che storico, con il restauro e l’integrazione cromatica dello strato originario recuperato, riportando negli ambienti interni l’unione della lettura storica dell’Oratorio.  
Durante tutta l’attività di restauro, durata un anno, è stata realizzata l’attività richiesta anche da progetto del monitoraggio continuo delle lesioni attraverso il posizionamento di sensori (fessurimetri potenziometrici) collegati ad una centralina di acquisizione dati (LA DAS) a 16 canali.
Le rilevazioni condotte mensilmente hanno evidenziato che le “misure delle lesioni” sono rimaste pressoché invariate durante tutto il periodo di misurazione e che quindi tutte le lesioni si dimostrano assestate.
A completamento di tutta la fase di recupero e restauro, anche ai fini successivi della conservazione del Monumento, sono stati previsti e compiuti interventi volti all’eliminazione della principale causa di degrado,   cioè quella proveniente per risalita capillare dal terreno, attraverso la realizzazione di un vespaio areato e della barriera chimica interna alla muratura.
Per la nuova pavimentazione, dopo la scoperta della traccia della vecchia pavimentazione in medoni in cotto (citati anche nelle notizie storiche) del tipo “nocciolato”, è stato eseguito un sopralluogo con la Committenza e la Soprintendenza incaricata alla sorveglianza dei lavori per la scelta della posa della nuova pavimentazione in  cotto.
Per la fruizione degli ambienti, sia dal punto di vista ambientale e conservativo, è stato realizzato il nuovo impianto elettrico e posizionati i corpi riscaldanti e sono stati restaurati i serramenti con ripristino della loro funzionalità.

 

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