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ICSA - Interventi Conservativi Storico Artistici

2000-2001 Villa Bozzolo

2000-villa-bozzoloRestauro e risanamento conservativo di Villa Bozzolo a Casalzuigno (VA)

Committente: FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano
Progettisti: Arch. Paola Bassani e Arch. Antonio Ghidini
Restauri a cura di ICSA
Anno: 2000-2001

Restauro di dipinti murali ed intonaci della corte d'onore
Il complesso di Villa Della Porta Bozzolo è frutto di un articolato susseguirsi di piccole e grandi trasformazioni avvenute nel corso dei secoli. I prospetti della Corte d’Onore furono edificati e rifiniti in momenti diversi nel corso dei secoli XVI e il XVII. La decorazione barocca dipinta, realizzata con tecnica a mezzo fresco, riproduce elementi tipici dei più importanti palazzi settecenteschi lombardi. Tale decorazione fu realizzata tra il 1720 e il 1730 da diversi artisti, sotto il controllo del pittore ed architetto Antonio Maria Poriani di Castel Cabiaglio, per uniformare stilisticamente le parti preesistenti e quelle di nuova costruzione.

Stato di conservazione
Lo stato di conservazione delle superfici delle facciate della Corte d’Onore era piuttosto precario prima del restauro.
In particolare, il degrado era evidente alla base delle facciate dove fenomeni di risalita capillare di umidità dal terreno avevano favorito i processi di trasporto, cristallizzazione di sali in superficie e conseguente degradazione fino a distacco dello strato di finitura. Macchie biancastre d’efflorescenze saline erano visibili in prossimità delle stuccature in malta cementizia.
Nelle zone maggiormente umide, erano presenti macchie scure di patina biologica e fenomeni di alveolizzazione.
Le decorazioni dipinte nelle zone superiori delle facciate presentavano cromie deboli e sfumate a causa del dilavamento superficiale delle acque meteoriche.
Prima di iniziare i restauri, sono state eseguite mirate indagini stratigrafiche, limitatamente ad alcune zone significative in cui era visibile una sovrapposizione coloristica o d’altra natura, per identificare la quantità e verificare la sequenza temporale delle sovrapposizioni. L’operazione è stata effettuata con mezzi meccanici, quali bisturi e microscalpelli.

Intervento di restauro
Il restauro delle superfici della Corte d’Onore è stato eseguito con metodologie differenti in base alla presenza o meno di decorazioni.
Il preconsolidamento delle decorazioni dipinte è stato eseguito previa protezione e fissaggio della pellicola pittorica con carta giapponese, applicata con alcool polivinilico per facilitare gli interventi successivi.
Il consolidamento superficiale, nei punti di maggior decoesione e disgregazione, è stato effettuato con estere dell’acido silicico applicato a spruzzo o con acqua di calce. Le stuccature d’ancoraggio – salvabordi - sono state eseguite con malta a base di calce, simile per composizione e granulometria all’originale, opportunamente stesa sottolivello.
Successivamente è stata eseguita una prepulitura delle superfici dai depositi polverosi, utilizzando pennelli a setole morbide per asportarli e convogliarli in aspirapolvere.
La pulitura delle superfici è stata eseguita con acqua e leggero bruschinaggio con spazzole morbide di nailon o saggina. Mentre in presenza di colore reversibile all’acqua, è stata effettuata esclusivamente una rimozione a secco dei depositi superficiali, utilizzando gomme Wishab.
Sulle zone dipinte ad affresco o con rifiniture a secco a calce, la pulitura è stata completata con impacchi di carbonato d’ammonio in soluzione satura e successivo risciacquo.
Gli intonaci non decorati sono stati puliti con impacchi d’acqua distillata, polpa di carta e successiva spazzolatura manuale.
I vecchi tamponamenti inidonei, in particolare quelli cementizi, sono stati rimossi con l’uso di microscalpelli e per estrarre i sali presenti nel supporto murario è stato effettuato un impacco di polpa di carta e acqua distillata, avendo cura di controllare con salinometro digitale la progressiva riduzione della concentrazione di tali sostanze.
Sulle zone d’intonaco ricoperte da patina biologica è stato applicato a pennello un biocidi idoneo al tipo di attacco biodeteriogeno presente, procedendo dopo l’asciugatura ad un accurato risciacquo e spazzolatura con acqua.
Le macchie d’ossidazione ferrosa, sono state pulite utilizzando il complessante E.D.T.A. in soluzione e successivo risciacquo.
La superficie intonacata è stata battuta manualmente e perimetrata nelle zone di distacco.
Il consolidamento dei distacchi e delle microfessurazioni è stato eseguito, previa pulizia per aspirazione delle polveri, lavaggio e umidificazione con acqua e alcool della zona con successive iniezioni d’idoneo consolidante a base di calce idraulica, eventualmente additivata con resina acrilica. Nelle parti in procinto di distacco, è stato aggiunto alla miscela consolidante il carbonato di calcio per le sue proprietà aggreganti.
La pellicola pittorica è stata consolidata applicando acqua di calce, col metodo ad imbibizione.
Il ripristino puntuale delle lacune è stato eseguito mediante stesura di nuovo intonaco a base di calce idraulica avente granulometria e cromia simile alla zona da trattare, steso in strati progressivi dall’arriccio fino alla superficie.
La stuccatura delle piccole lacune e lesioni è stata eseguita con malta a base di calce e aggregati fini, stesa a livello della pellicola pittorica circostante e opportunamente lisciata.
La reintegrazione pittorica delle stuccature di piccole dimensioni è stata eseguita con la tecnica detta “a rigatino”, mentre le abrasioni della pellicola pittorica sono state ritoccate con leggere velature sottotono, utilizzando colori a base acquosa resistenti per esterno.
Le zone abrase d’intonaco non decorato e le stuccature sono state reintegrate cromaticamente con leggere velature a base di calce pigmentata con terre naturali, stese per successive sovrapposizioni di colore.
Infine, è stata assicurata una protezione finale degli affreschi e delle zone ad intonaco, con idoneo prodotto idrorepellente e traspirante steso a spruzzo, per preservare l’opera e l’efficacia dell’intervento di restauro più a lungo.

 

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R.E.A. n. 282849
capitale sociale  € 40.000,00 int. versato

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