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ICSA - Interventi Conservativi Storico Artistici

2000 Statua di San Giovanni Battista

2000-statua-di-san-giovanni-battistaRestauro della scultura medioevale raffigurante il San Giovanni Battista collocata all’esterno del Battistero di S. Giovanni a Varese

Committente: Parrocchia di San Vittore, Varese
Progettista: Arch. Luca Rinaldi
Restauri a cura di ICSA
Anno: 2000

Il restauro della scultura in pietra raffigurante San Giovanni Battista, eseguito da ICSA contemporeamente ad altri interventi volti a valorizzare e conservare il Battistero di Varese, ha costituito una speciale occasione per riscoprire la storia del luogo e il periodo medioevale della città Varese.
La scultura raffigurante San Giovanni Battista, databile "ad un momento non posteriore all'inizio del XIV secolo"*, fu scolpita in un blocco unico di pietra di Viggiù Comune, litotipo arenaceo di colore bigio-plumbeo tipico della zona. La statua presentava, prima del restauro uno stato di conservazione molto compromesso dal suo collocamento all'esterno in una nicchia del Battistero, costantemente sottoposta all'azione aggressiva d'agenti atmosferici e inquinanti. Sulla testa, fra le volute dei riccioli dei capelli e sulla mano destra era presente uno strato superficiale, piuttosto consistente, di guano di piccione colato sul volto, giù fino a depositarsi sulle spalle e sulla veste del Santo. La presenza di tale strato, unitamente a quella di croste nere molto diffuse e di notevole spessore, oltre che favorire il processo di degrado della pietra, offuscava la percezione del modellato scultoreo. Dopo aver eseguito il preconsolidamento localizzato dei punti decoesi, con applicazione di silicato d'etile, lo strato di guano è stato ridotto di spessore mediante asportazione meccanica eseguita con bisturi.
Procedendo all'eliminazione per strati del guano e dei depositi sovrammessi, sono state rinvenute alcune tracce di probabili colorazioni policrome, presenti nelle zone maggiormente protette da uno spesso strato di guano: sui riccioli dei capelli, sulla fronte e sul polso destro (qualche traccia). Per verificare l'effettiva natura e composizione delle tracce rinvenute, sono stati effettuati tre prelievi, nel massimo rispetto dell'opera e sottoposti alle seguenti analisi di laboratorio: indagini per microscopia ottica sia in luce visibile sia in luce UV, analisi per microscopia elettronica con microsonda e spettroscopie infrarosse FT-IR in microscopia, analisi della diffrazione a raggi X su polveri del 1° prelievo proveniente dalla fronte del Santo. Riportiamo di seguito le conclusioni sugli esiti di tali analisi, eseguite dal Dott. Luigi Soroldoni di Como con la collaborazione del Dott. Umberto Casellato del CNR di Padova: "Dalle indagini effettuate se da una parte sono evidenti gli effetti del degrado, appare anche probabile e per lo meno non si può escludere, una fase pittorica della statua in pietra, di cui ora rimangono solo tracce nelle zone valutate". Le tracce originarie di colore rinvenute sono state conservate. Le differenze cromatiche, che creavano un eccessivo contrasto con la pietra originaria, sono state ridotte mediante un intervento di ritocco con colori ad acquerello.
Successivamente, sono state effettuate le prove di pulitura per stabilire i tempi opportuni d'applicazione degli impacchi, in modo tale da asportare croste nere e depositi superficiali senza aggredire la patina naturale della superficie scultorea. Sulla base dei risultati di tali prove, è stata eseguita la pulitura della superficie lapidea mediante applicazione di un impacco a base di carbonato d'ammonio e sepiolite, applicato per circa mezz'ora e ripetuto, da due a quattro volte, sulle croste nere particolarmente consistenti. Dopo aver rimosso l'impacco, sciacquato e lasciato asciugare la superficie lapidea, sono state effettuate rifiniture puntuali mediante microsabbiatura di precisione (ossido alluminio 150 mesh), a completamento della fase di pulitura. Successivamente, sono state asportate con bisturi e microscalpelli le sovrapposizioni di malta a base di calce presenti alla base della statua. Microlesioni e piccole mancanze sono state stuccate con un impasto a base di calce e polveri di marmo, avente cromia simile alla pietra originaria.
Sulla mano destra del San Giovanni erano visibili le stuccature, con scarsi rifacimenti anatomici, eseguite durante un precedente intervento di restauro con uno stucco a base di calce e leganti organici. In particolare, è stata asportata la stuccatura posticcia presente sulla mano destra, grossolanamente eseguita in passato e ormai scarsamente aderente alla pietra. Tale operazione ha rivelato alcuni dettagli interessanti sull'anatomia della mano: il mignolo e l'anulare erano originariamente piegati "a pugno" e leggermente distanziati rispetto alle altre tre dita tronche, i resti delle quali lasciano intuire un'originaria posizione distesa.
Il consolidamento è stato eseguito con silicato d'etile, applicato mediante percolazione fino a rifiuto con appositi spruzzatori a canna curva, tamponando la superficie per asportare il prodotto in eccesso. Per proteggere l'opera, nel caso si decida per una ricollocazione all'esterno del Battistero, sarà opportuno applicare un idoneo prodotto idrorepellente e traspirante, steso a pennello sull'intera superficie. Ad intervento ultimato, la scultura appare nuovamente leggibile nelle sue splendide originarie fattezze.

*Note: Tratto da "Il Medioevo ritrovato. Il Battistero di San Giovanni a Varese", Edizioni Lativa, Varese, 2000

 

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