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ICSA - Interventi Conservativi Storico Artistici

2000 Cappella del Pozzo

2000-cappella-del-pozzoRestauro degli affreschi e degli intonaci antichi della Cappella del Pozzo a Castelveccana (VA)

Committente: Comune di Castelveccana (VA)
Progetto esecutivo a cura di ICSA
Progettisti: Antonioli Cristiana Restauratrice, Giacomelli Bruno Restauratore, Arch. Zaninelli Roberta
Restauri a cura di ICSA
Anno: 2000

La cappella del Pozzo, dalla sua origine e per molti secoli fu il luogo d'incontro e di culto quotidiano per gli abitanti della piccola comunità di Castello. Il pozzo era l'occasione per raccogliere l'acqua, i saluti e le novità di ciascuno. La Cappella accanto al pozzo, con le sue nicchie affrescate con figure di santi e scene della vita di Cristo, era un invito alle pratiche semplici e spontanee della devozione d'ogni giorno.
La Cappella del Pozzo, costruita nel XV secolo ed affrescata nel 1482, occupa una posizione ben inserita nel compatto tessuto storico di un piccolo borgo in località San Pietro Castello, del Comune di Castelveccana. La sua posizione, tangente alla strada che conduce alla chiesa di Santa Veronica e poi giù fino al torrente Froda, riconferma, ancora oggi, la funzione votiva per cui fu costruita. La cappella ha dimensioni modeste ed una tipologia a pianta quadrata, caratterizzata su ciascun lato dalla presenza di una nicchia affrescata.
Lo stato di conservazione degli affreschi non appariva buono, prima del restauro. Essi presentavano diffuse abrasioni, fessurazioni e cadute della pellicola pittorica. In particolare, sull'affresco raffigurante S.Antonio (prospetto est), erano presenti due lacune di grandi dimensioni, già oggetto d'intervento durante precedenti lavori di manutenzione. Nella zona superiore dell'affresco raffigurante la Madonna in trono col Bambino (prospetto sud), erano visibili alcuni fori, di modeste dimensioni e di forma circolare, prodotti dai chiodi impiegati in passato per appendere gli ex voto e successivamente stuccati con probabile malta a base di calce. Durante la fase di preconsolidamento, sono stati bloccati i bordi degli affreschi con una malta a base di calce, polvere di marmo e una bassa percentuale di resina acrilica; dove necessario sono state eseguite delle iniezioni consolidanti di resina. I sali, presenti sulla superficie degli affreschi, sono stati analizzati per l'identificazione. I risultati delle analisi chimiche hanno rivelato la presenza di solfati e carbonati. Dapprima, ove possibile senza arrecare danni alla pellicola pittorica, i solfati sono stati asportati a secco con l'uso di pennelli a setole morbide, procedendo poi con ripetuti impacchi desalinizzanti d'acqua demineralizzata. La progressiva riduzione della concentrazione di sali, presenti in soluzione nelle acque di risciacquo, è stata sistematicamente controllata con un salinometro digitale. I carbonati sono stati asportati a secco con bisturi e mediante impacchi localizzati di bicarbonato d'ammonio ed E.D.T.A.
Dopo avere eseguito le prove necessarie a definire adeguati tempi d'applicazione, la pulitura è stata effettuata con impacchi di carbonato d'ammonio in soluzione, supportati da polpa di carta, previa applicazione di fogli di carta giapponese sulla superficie dell'affresco.
Per eliminare gli attacchi biologici, è stato eseguito un intervento di pulitura specifico con apposito biocida. In particolare, essi erano concentrati nella zona inferiore dell'affresco raffigurante la Deposizione del Cristo, esposto a nord.
La pellicola pittorica, nei punti in cui l'adesione con il supporto sottostante era venuta a mancare, è stata consolidata applicando un impacco d'idrossido di bario, tenuto in sospensione con polpa di carta. Le piccole lacune e lesioni sono state stuccate con malta a base di calce e polvere di marmo finemente setacciata, stesa a livello della pellicola pittorica. Per le grandi lacune, volendo restituire una leggibilità d'insieme alle parti affrescate, è stata eseguita la stesura di malte "neutre"di raccordo, composte da: calce, polveri di marmo colorate e sabbia vagliata, miscelate in modo da ottenere una colorazione tale da non disturbare la percezione delle rappresentazioni, con una tonalità simile a quella dello sfondo. La reintegrazione pittorica delle stuccature è stata eseguita con la tecnica "a rigatino", mentre le abrasioni di colore sono state ritoccate con leggere velature sottotono, utilizzando colori a base acquosa per ambienti esterni. Agli affreschi é stata assicurata una protezione finale mediante l'applicazione d'idoneo prodotto idrorepellente e traspirante, steso a pennello su tutte le superfici.

 

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