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ICSA - Interventi Conservativi Storico Artistici

2001 Eremo di S.Caterina del Sasso

2001-eremo-di-s-caterina-del-sassoProgetto esecutivo per il restauro degli affreschi delle fabbriche dell’Eremo di Santa Caterina del Sasso a Leggiuno (VA)

Committente: Provincia di Varese
Progetto esecutivo a cura di ICSA
Progettisti: Cristiana Antonioli Restauratrice, Bruno Giacomelli Restauratore, Arch. Roberta Zaninelli
Collaboratori: Arch. Francesca Bombelli, Arch. Ubaldo Busnelli, Arch. Luca Calzavara, Geom. Davide Discosti, Massimiliano Modena Fotografo, Arch. Anna Sacilotto
Anno: 2001

Il progetto di restauro degli affreschi dell’Eremo di Santa Caterina del Sasso a Leggiuno (VA) si propone come una delle fasi conclusive del complesso intervento di recupero conservativo, iniziato negli anni 1978-84 a cura della Provincia di Varese per salvare uno dei più preziosi Monumenti della nostra zona dall’abbandono e dalla rovina.
Le prime opere direttamente affrontate dall’Ente, hanno riguardato i fondamentali lavori di consolidamento dello sperone roccioso su cui il complesso monastico è stato costruito e che minacciava di franare, i consolidamenti statici delle fondazioni, delle opere di sottomurazione e delle strutture portanti degli edifici, oltre al ripristino delle coperture ed al risanamento delle murature e al restauro degli ambienti, trascurati da anni d’incuria ed abbandono. Oggi l’Eremo è una delle mete turistiche e di pellegrinaggio più ambite e caratteristiche della zona ed è stato restituito alle cure quotidiane di una piccola comunità di religiosi, che si occupa della sua gestione e manutenzione, in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale di Varese.
Il progetto definisce gli interventi di natura conservativa da eseguirsi principalmente sulle superfici decorate e non della Chiesa e della Sala Capitolare.

Metodologia di progetto
Dopo aver verificato i contenuti del progetto definitivo, è stata approfondita l’indagine storica attraverso un confronto diretto fra le informazioni desunte da fonti archivistiche e bibliografiche e quelle dedotte dall’indagine conoscitiva sui manufatti.
Successivamente è stata effettuata un’accurata campagna di rilievo delle superfici da restaurare, accompagnata da un’indagine visiva delle superfici a cura d’esperti restauratori.
La documentazione fotografica contenuta negli elaborati di progetto é costituita da foto generali dello stato di conservazione delle superfici e dei dipinti al momento dell’analisi e foto tecniche di dettaglio, anche a luce radente, per documentare specifiche patologie di degrado.
La valutazione delle caratteristiche materiche e formali dei manufatti, hanno consentito di rilevare la presenza di tecnologie costruttive piuttosto omogenee, mentre gli strati di finitura e i dipinti murali erano differenziati in base alle varie epoche storiche.
Le principali patologie rilevate sono imputabili agli effetti di un processo di degrado arrestato grazie ai recenti interventi di recupero e risanamento conservativo della struttura (1979-84), fatta eccezione per le zone della Chiesa costruite direttamente sulla parete rocciosa (zona nord-est), le quali presentano ancora problematiche connesse alla loro tipologia costruttiva. Anche se in misura più contenuta rispetto al passato, tali zone sono interessate da fenomeni d’infiltrazione, elevate concentrazioni d’umidità nell’aria e relativi fenomeni di condensazione sulle superfici architettoniche.
La maggior parte delle superfici interne della Chiesa furono decorate nel corso dei secoli ad affresco e tracce preziose di dipinti murali trecenteschi, sono state rinvenute, probabilmente durante un precedente intervento di restauro, sotto gli intonaci della Sala Capitolare,
Di fronte a tale quantità e complessità di dipinti, la scelta di progetto è stata quella di utilizzare tecnologie moderne in grado di riprodurre fedelmente gli aspetti pittorici e materici delle superfici. Pertanto, sono stati eseguiti dei rilievi ortofotografici dei dipinti murali, in scala adeguata (scala di dettaglio 1: 25).
I rilievi metrici degli ambienti eseguiti in fase di progettazione definitiva, sono stati rielaborati restituiti con AUTOCAD in formato digitale (.dwg), per renderli compatibili con la nuova documentazione grafica.
La mappatura del degrado, l’analisi materica delle superfici e la definizione degli interventi sono state eseguite direttamente sulle immagini raddrizzate, restituite in opportuna scala metrica per poter indicare puntualmente e quantificare gli interventi necessari per la conservazione dei manufatti.
Per la redazione del progetto sono state utilizzate le procedure ed il lessico proposti dalle Raccomandazioni Normal. a cura di C.N.R. e I.C.R.

 

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